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Chi siamo

Stiamo assistendo ad un radicale rapido cambiamento del mondo bancario, che induce a profonde riflessioni e genera non poche preoccupazioni anche negli azionisti di Veneto Banca, quasi tutti piccoli risparmiatori, che hanno scelto di investire i risparmi di una vita nelle azioni di questo Istituto.
Da un paio di anni si sono verificati significativi cambiamenti: è cominciata una serie di ispezioni da parte di Bankitalia (sempre e solo nei confronti di Veneto Banca); nell’aprile scorso si è tenuta una irrequieta assemblea dei soci, alla quale i vertici dell’Istituto si sono presentati dimissionari; è stata totalmente cambiata la governance dell’Istituto; a seguito di pressioni di Bankitalia, sono state ipotizzate varie fusioni, che prospettavano Popolare di Vicenza come polo aggregante (salvo scoprire, poi, nell’ottobre scorso, a seguito degli stress test, che tale Istituto non aveva i requisiti patrimoniali per aspirare ad un ruolo aggregante); nel frattempo, i noti eventi e le insistenti voci sulla fragilità economica e finanziaria di Veneto Banca (peraltro smentite oltre che dai suoi vertici, dal vaglio della BCE) hanno indotto molti soci a richiedere la liquidazione delle proprie partecipazioni; addirittura sono state pensate e programmate class action risarcitorie (pur se evidentemente improprie).
In questo clima di tensione e di polemiche - che addirittura, aveva indotto una parte della stampa a parlare di “venetismo bancario” - il Governo (con un decreto legge, per asserita sussistenza dei requisiti di “necessità e urgenza”) ha varato, in gran fretta, una discutibilissima riforma delle Banche popolari imponendo, anche a Veneto Banca (per i suoi requisiti di attivo), la trasformazione in società per azioni entro un breve termine.
Questo rapido susseguirsi di accadimenti rischia di disorientare i soci e potrebbe essere fonte di scelte emotive, affrettate e, dunque, sbagliate.
Ed è questa, principalmente, la ragione per la quale un gruppo di soci ha deciso di dare corso alla costituzione di un’Associazione Soci di Veneto Banca, nel tentativo di colmare, per quanto possibile, le lacune informative dei soci stessi, agevolandone il loro confronto interno e l’espressione consapevole della loro volontà in sede di assemblea.
L’Associazione, pur essendo astrattamente prevista (per le quotate in borsa) dall’art. 141 del decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58, va intesa come espressione del principio di libero associazionismo, costituzionalmente garantito, e non intende in alcun modo influenzare il percorso decisionistico della governance di Veneto Banca o di altri soggetti. Vuole solo essere uno strumento di sostegno e di aiuto per i soci (sul piano della loro corretta e completa informazione) e di collaborazione –ove possibile- con la Banca stessa. Si propone, in definitiva, la tutela degli interessi non individuali dei soci, in quanto tali, sotto il profilo collettivo (di comunità, portatrice di interessi economici diffusi e riferibili all’intera categoria). In futuro si deciderà insieme se l’associazione possa anche proporsi come soggetto di riferimento per un conferimento di deleghe da parte dei soci, in occasione delle assemblee.
L’associazione ha costituito questo sito (www.aavenetobanca.it) che sarà strumento di dialogo con i soci e di divulgazione di tutte le iniziative che saranno individuate nel nostro percorso collaborativo.

Giovanni Schiavon

 
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